Luciano Canfora: un profilo, tanti volti
È confermato: il
Professor Canfora parteciperà all’evento del progetto Humus, il 12 dicembre
presso la facoltà di lettere e filosofia di Roma3. Il suo nome è sicuramente
noto a molti ma cogliamo questa occasione per tracciare in sintesi una
personalità articolata, cui mal si applicano etichette rigide.
Chi è Luciano Canfora?
Uno dei più importanti
studiosi italiani di storia, cultura e società antiche, ma anche moderne e
contemporanee. Direttore della rivista Quaderni
di Storia. Filologo, storiografo, scrittore, apprezzato in Italia e
all’estero. La lista delle sue opere già a primo impatto impressiona per la
lunghezza - più di 150 titoli - e ancor di più stupisce l’ampiezza delle
tematiche trattate, dietro alla quale,
però, si rintraccia una coerenza di pensiero sorretta da precise linee guida.
Cursus
Honorum
Nasce nel 1942 a Bari,
dove avviene la sua formazione e dove si laurea in storia romana. In seguito
frequenta la Normale di Pisa e poi si sposta in Francia. Attualmente è
professore ordinario di filologia classica presso l’Università di Bari.
Scripta
Manent
Nel corso della sua
lunga esperienza, Canfora ha spesso assunto posizioni originali rispetto a vari
temi e problematiche, tanto accademiche quanto politiche e sociali. Tali
opinioni, spesso controcorrente, sono espresse in molti dei suoi scritti. Ciò è
pienamente in linea con il rapporto profondo che lega il filologo e il testo
scritto, rapporto che traspare da numerosi indizi. L’autore è infatti
consapevole della forza storica che ogni scritto porta con sé e sfrutta questa
potenza per dar vigore alle proprie tesi, le quali, a loro volta, si basano su
un’attenta analisi dei documenti. Esperto conoscitore di parole, va alla
ricerca di tutti i significati che esse portano e comportano.
Continuum
Per lo storico barese,
l’indagine dell’antichità è votata a una più ampia comprensione del tempo
attuale. In una sorta di storia sempre contemporanea, si interroga il passato
per rispondere al presente. Inoltre non è sorprendente scoprire come l’età
classica possa rispondere a quesiti del mondo di oggi: molte questioni odierne
nacquero proprio all’interno della cultura e società classica. Questo principio
metodologico implica anche l’essere cosciente di quanto sia possibile per
l’uomo sbagliare. Tuttavia l’errore (volontario o meno) non va ignorato, né
occultato: anche esso infatti costituisce la testimonianza di un certo
processo.
Miscellanea
Canfora affianca agli
studi propriamente classici una produzione altrettanto significativa riguardo
la società e la politica contemporanea, dimostrandosi risoluto anche in
polemiche non minoritarie. Chiunque abbia avuto a che fare con un’edizione
critica sa, infatti, che bisogna essere decisi nel presentare le proprie
convinzioni, ma che allo stesso tempo è necessario considerare il confronto
come un momento fondamentale di riflessione e apprendimento.
Extra
Moenia
Una personalità di
questo tipo deve il suo successo sicuramente alle straordinarie capacità
dell’uomo, il quale è stato in grado di capire che lo studio umanistico può (e,
anzi, deve) venire a contatto con il mondo esterno, diventando, così, un
terreno fertile, capace di dar vita a esperienze utili e ad analisi mai banali.
M. Amore
4/11/2014
Sinibaldi e l’impegno nella diffusione
Marino Sinibaldi sarà ospite il 12 dicembre 2014
della giornata-evento del Progetto Humus, presso la Facoltà di lettere e
filosofia dell’Università Roma3. Cercando in rete, il suo nome è affiancato da
molte definizioni professionali: giornalista, autore e conduttore di programmi
radiofonici, critico letterario, ideatore e promotore di eventi culturali.
Fulcro della sua attività è la diffusione della cultura letteraria (e non),
cercando di raggiungere un pubblico più vasto possibile, grazie anche ai mezzi
di comunicazione di massa e ai numerosi eventi che ogni anno lo vedono
protagonista. Osservatore dei nostri tempi, attraverso la parola propone
riflessioni sull’importanza e la potenza che la cultura possiede. Nelle sue
attività particolare attenzione è riservata al linguaggio, il quale non deve
essere mai troppo distante dall’ascoltatore.
Una prospettiva particolare
Un pregevole spessore culturale è inestricabilmente
legato al dato biografico e, se conoscere vuol dire contestualizzare, è bene
osservare brevemente il suo percorso per capire meglio chi è Marino Sinibaldi.
Roma, 1954: Sinibaldi nasce nel quartiere di Valle
Aurelia. Frequenta il liceo classico Mamiani e prosegue gli studi in Lettere e
Filosofia presso l’Università La Sapienza.
Lavora per molti anni presso la Biblioteca di storia
moderna e contemporanea, dedicandosi parallelamente alla scrittura di saggi e
al giornalismo, che, in seguito, diventerà la sua occupazione principale. Nel
2009 è eletto direttore di Radio3, dove fin dai primissimi anni ’90 idea e
conduce programmi. Dal gennaio 2014 è anche presidente del Teatro di Roma.
Già da questi pochi cenni si intravede qual è lo
scenario principale entro cui il nostro attore si muove: Roma, con tutte le sue
affascinanti contraddizioni, la sua storia passata ancora presente, i suoi
confini netti ma variabili. Inevitabilmente questo fatto (molto più che
anagrafico) ha inciso sulla formazione di una personalità così coinvolta nelle
questioni contemporanee.
Tra etere e carta
Molta della sua produzione radiofonica è stata
dedicata all’universo del libro (tra i tanti nomi si ricordi Fahrenheit). L’obiettivo è sempre stato
quello di creare spazi in cui i libri siano considerati come portatori di
esperienza, accentuando la loro capacità di influenzare la vita di tutti e cercando
di smorzare quell’atteggiamento di reverenza e autoreferenzialità che molto
spesso caratterizza ciò che ruota intorno al mondo librario. Tutto questo viene
realizzato in una dimensione puramente orale, com’è quella della radio, e in un
modo leggero ma assolutamente non superficiale: ed è qui che entra in gioco
l’abilità di chi conosce bene tanto i libri quanto la radio.
La cultura come amplificatore
Attraverso il suo modo di fare radio e attraverso i
suoi scritti, il giornalista romano vuole trasmettere un’idea di cultura aperta
e, soprattutto, utile. Dato il difficile momento che stanno vivendo le nuove
generazioni, proclamare la cultura come strumento di evoluzione e
autodeterminazione è una scelta coraggiosa. Una scelta forse sentita come
necessaria, per aumentare, nei più giovani, la consapevolezza degli aspetti
positivi del contesto contemporaneo. Nel 2014, infatti, grazie al web è
possibile acquisire una quantità di informazioni tanto vasta e tanto
velocemente quanto mai prima sia stato possibile. Inoltre la rete è il luogo di
proliferazione dei “profili”, quindi essa si configura anche come dimensione in
cui il ruolo della diversità come valore è accentuato. La cultura serve
esattamente a questo: a riconoscere la propria identità, i propri limiti e
contemporaneamente a spostare questi limiti in maniera libera, consapevole,
ognuno a suo modo ma tutti insieme, aiutandosi reciprocamente.
La creazione di un canale
L’impegno profuso in uno sforzo del genere dovrebbe
essere d’esempio per chiunque si occupi di cultura. Per far sì che le
conoscenze arrivino anche al di fuori, è necessario instaurare e costruire un
contatto proficuo con il mondo esterno.
Sollecitare, incuriosire, spiegare, è come piantare
mille semi in mille campi diversi: prima o poi qualche frutto uscirà, e ogni
frutto sarà differente.
M. Amore
4/11/2014
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